Le pratiche di Seitai? Restituire dignità ai sensi

Osserva… in questo momento stai facendo Yuki. Quello che facevi un attimo fa era Katsugen!… E’ semplice, no, questo non va bene, yuki è come accarezzare un gatto, katsugen è migliore, è diverso…”

Questo è sempre stato il mondo di chi vuole insegnare le pratiche di Seitai. L’insuccesso è clamoroso. Il rischio di sventolare nuove bandiere di divulgazione o creare nuovi dogmi è quasi inevitabile. Come presentare qualcosa che è la persona stessa a scegliere? Come togliere una persona dal dubbio se sta praticando bene o male?

Bisogna quindi togliere tutta questa struttura, come quest’altra, chiaramente giapponese. Pratica e capirai. Un assioma inutile e controproducente.

Come lavoriamo, allora?

  1. Togliere questo apparato, evitare di ritualizzare la pratica. E’ la Vita che vi fa vivere, non il Seitai.
  2. SEITAILIFE utilizza lo strumento dell’osservaione diretta della Vita, in modo divertente e leggero scoprite che sempre fate katsugen e yuki, altrimenti sareste morti
  3. SEITAILIFE utilizza la Ginnastica Rigenerativa della Vita (quello che un tempo si chiamava Taiso). A proposito per svecchiare questo termine abusato, cos’è che rigenera? Il movimento vitale coordinato.
  4. Riscoprire come alimentarsi. Le nuove diete, frutto dell’indebolimento progressivo stanno diventando nuove religioni. Scoprirete come tornare ad alimentarvi secondo natura. Katsugen e Yuki si attivano in modo naturale, senza più doverli cercare; anzi, il loro funzionamento, il vigore vitale, la coerenza con cui vivrete, sempre e solo aderente alla realtà saranno solo un segnale; se è vero quello che dicono ovvero che sono strumenti vitali, io non mi preoccuperei mai di cacciavite e pinza, semmai di non perderli e che siano buoni e robusti…

Il senso delle pratiche come le riproponiamo sta solamente nel restituire la dignità alla sensazione e all’empirismo. Tocco, sento, mi muovo, mi esprimo, mi pungo e il dito si allontana…