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Balbuzie, dislessia disgrafia e disturbi dell’apprendimento

Balbuzie, dislessia disgrafia e disturbi dell’apprendimento

Quando non si conoscono le cause

di un disturbo o si rimane impotenti nel trovare una soluzione, la tendenza è quella di dare nuovi nomi. E’ il caso di tutti questi fenomeni, ormai diffusissimi, che riguadano i disturbi dell’apprendimento: disgrafia, dislessia, discalculia… Quanti dis.

La balbuzie per cominciare con un esempio, non è un problema che riguardi la voce e la parte finale del tratto vocale, tuttavia ci troviamo di fronte a un qualcosa che interferisca con il centro nervoso che determina la corretta emissione vocale che non risulta fluida, cristallina, potente. Ma la cosa incredibile che vi sroprenderà è che a digiuno… nessuno balbetta.

Ponendo termine a migliaia di ipotesi e pseudometodiche, ricercatori seri hanno finalmente dimostrato che la balbuzie è scritta nei geni.

Un caso raccontato dal Dott. Mozzi. Un uomo di 64 anni, soffre di balbuzie da quando era bambino quindi non da importanza all’alimentazione perché convinto che sia una balbuzie genetica. In quel momento sta masticando un chewing gum. Viene invitato ad un esperimento: liberarsi del chewing gum, fare una passeggiata di mezz’ora e poi tornare. Mezz’ora dopo, con sua grande sorpresa, l’uomo non balbetta. Cominciando a togliere gli alimenti dannosi per la propria costituzione immunitaria, migliora enormemente mese dopo mese, del 40% dopo il primo mese, del 60% il secondo, dell’80% il terzo mese, per arrivare a non soffrirne più.

Un altro caso. Questa volta è una nonna che ringrazia perché il suo nipotino di 4 anni, che non “spiaccicava” una parola, ha ripreso a parlare normalmente semplicemente eliminando il latte.

Ci si può rendere conto di essere in presenza di disturbi dell’apprendimento anche solo osservando.

  1. da come il bambino tiene la penna, per esempio, che dovrebbe essere con due dita;
  2. nella r minuscola col riccio c’è il segreto, il bambino disgrafico non riesce a farla.

A risolvere il problema è lo stomaco, il professionista logopedista, dovrebbe – come tutti i professionisti – semplicemente accompagnare il processo di riabilitazione.

Per rendersi conto di come tutto questo sia reale,  basta che chiunque introduca un alimento dannoso per la propria programmazione. Una persona di gruppo AB per esempio, mangiando una bistecca di manzo e un peperone. Impugnare una penna sarà come come spingere un aratro, fosse solo per tirare delle linee su un quaderno a quadretti…

Le persone che sono programmate (taiheki…), per avere questi disturbi, nel momento in cui assumono cibi non adeguati, lo presenteranno subito a livello di quei centri nervosi preposti al movimento fine delle dita per la scrittura, al controllo dell’attenzione, della parola ecc.

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continueremo…

 

 

 

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